A Natale puoi.. ricordarti di essere felice!

Ragazza che appende gli addobbi al suo albero di Natale.

A Natale puoi trovare la felicità ovunque tu ti volta.

È tutto quanto così, luminoso, magico.

Impossibile essere tristi.

Il Natale riempie di gioia i nostri cuori.

È fatto per ritornare bambini.

Così, ritorno bambina…

Ricordo..

I natali trascorsi nella mia casa di Genova, con i miei genitori, i miei zii, mia nonna e gli amici.

Come tradizione voleva l’8 dicembre si preparava l’albero e il presepe.

Ogni anno, si aggiungeva qualcosa di nuovo.

Le corse al centro commerciale e nelle varie catene di negozi, alla ricerca degli addobbi natalizi perfetti.

Era d’obbligo preparare il tutto insieme. Ognuno usava la propria creatività come meglio poteva.

Tutti gli anni, scrivevo la mia lettera a Babbo Natale che si trovava al Polo Nord e io avevo il compito di lasciarla sotto l’albero.

Il Babbo Natale del mio immaginario era magico.

Il 24 dicembre mettevo sotto l’albero, la letterina, una bella tazza di latte caldo e i biscotti per Babbo Natale.

Lui, con la sua enorme pancia, si sarebbe seduto a leggere la mia letterina, gustando del buon latte caldo e i biscotti fatti con tanto amore.

In cambio, come per magia, avrebbe preso i miei regali, dal suo enorme sacco.

In fondo, lui era Babbo Natale, sapeva già cosa volevo.

La mattina dopo mi svegliavo, la letterina era sparita, la tazza era sporca e i biscotti non c’erano più ma sotto l’albero trovavo sempre tantissimi pacchi, alcuni erano enormi.

Mia madre, era lì, sempre pronta con la sua macchina fotografica, ad immortalare ogni mio momento felice.

Ricordo persino, un Natale qui in Sardegna con la neve, i miei nonni e mio zio.

I regali li trovavo a fianco al mio letto che, si trovava a fianco a quello dei miei genitori.

Il giorno dell’Epifania, dove nella notte sentii la befana salire le scale, probabilmente era mia nonna.

Per paura, non guardai e mi addormentai di nuovo.

Il mattino seguente trovai, un orso a fianco al mio letto, una calza e tantissimi dolci.

Io ho dei ricordi lucidissimi di tutta la mia infanzia, spesso dalle persone, sento dire il contrario.

Non so come facciano a non ricordare, alle volte penso che magari non vogliano ricordare.

Magari, non tutti, hanno trascorso un infanzia serena come la mia.

Io ricordo tutto, ogni tanto, ancora oggi, ci penso e mi sento davvero così fortunata.

Il calendario dell’avvento Kinder, lo ricordo ancora come se fosse oggi.

Ero una bambina educata a rispettare la tradizione in tutte le sue parti.

Il calendario dell’avvento si apriva il 1 dicembre e si terminava il 25 dicembre. Niente sgarri.

Un cioccolatino, ogni giorno, sino al 25 dicembre oppure Babbo Natale non mi avrebbe portato niente e la Befana al contrario mi avrebbe portato il carbone.

Qualche volta, trovai una o più caselline con il cioccolato doppio, mai vuote, per fortuna.

Per me Natale era amore e condivisione.

Ci tenevo a condividere un pezzo del mio cioccolato con mia madre, l’unica soluzione per non farmelo condividere era comprare un secondo calendario dell’avvento.

In modo che, ognuno, potesse avere il suo cioccolatino ogni giorno.

Sono sempre stata una bambina che condivideva.

Soprattutto, da quella volta che, mi accusarono scherzando di aver mangiato tutti i pistacchi; Nonostante io, avessi chiesto se ne volessero e la risposta era stata no.

All’epoca non mi facevo così tanti problemi, o era si o era no.

Da allora, ho un ossessione irrefrenabile di chiedere le cose ripetutamente.

Perché la vita è fatta anche di forse e di cambi di opinione.

Quando ci siamo trasferiti in Sardegna, la tradizione natalizia è sempre rimasta la stessa.

Hanno iniziato a cambiare solo le cose, in quanto le nostre erano impacchettate nella casa nuova.

La casa nuova era in costruzione.

Era tutto completamente nuovo.

Mi mancavano i miei vecchi addobbi.

Non erano diversi solo gli addobbi.

Era diverso il posto, mi mancava la casa che per anni avevo chiamato “casa”, gli amici, mia nonna, i miei zii, le corse al centri commerciali e tutte quelle catene giganti.

Erano diversi anche i bambini.

Erano già grandi.

Ricordo che li chiamavo piccoli mostri.

Perché?

Loro non credevano a Babbo Natale e non rispettavano la tradizione, per loro erano importanti solo i regali.

E lo spirito? Non c’era.

Come fa una bambina a non credere a Babbo Natale? Come fa una bambina a non sognare? Come fa una bambina ad essere già grande?

Tutte cose che non mi spiegavo, non mi davano pace e mi lasciavano perplessa.

Io ne avevo 9 di anni e mi sono battuta nella dura battaglia di Babbo Natale sino agli 11 anni di età.

Perché per me Babbo Natale esisteva!

I miei genitori mi hanno talmente confezionato bene la storia di Babbo Natale che ci ho creduto sino all’ultimo istante prima di scoprire che Babbo Natale in realtà non era reale.

Babbo Natale non esisteva!

Mai quattro parole, mi avevano così sconvolta in vita mia.

Lo ricordo, ancora oggi, come se fosse accaduto, proprio, ieri. Che trauma!

Ricordo ancora, quella vigilia di Natale quando colsi in fragrante i miei genitori tirare fuori i regali di Natale dal loro armadio.

Quel Natale ero amareggiata, delusa, arrabbiata.

Per tutto quel tempo, mi ero battuta per difendere un ideale che non esisteva, mi sentivo stupida.

Per aver condotto tutte quelle battaglie così accese per Babbo Natale. Per essere stata derisa mentre io credevo così tanto in qualcosa.

Ad oggi, ripensando a tutti questi ricordi, mi sento fortunata e ringrazio i miei genitori per avermi confezionato la storia di Babbo Natale a regola d’arte.

Anche perché, badate bene che non ero una di quelle bambine credulone, al contrario ero come San Tommaso.

Una bambina ribelle e difficilmente convincibile.

Quindi, ci voleva una grande storia.

Simile alle mie preferite, quelle della Walt Disney.

Posso dire di essere stata cresciuta a pane e Walt Disney e, anche Babbo Natale meritava una storia che potesse catturare la mia più totale attenzione e la mia più totale dedizione.

Attraverso la magia del Natale mi hanno insegnato a:

– sognare in grande;

– credere e difendere i propri ideali sino alla fine;

– condividere;

– essere una persona più buona;

– amare.

Il Natale al giorno di oggi

L’albero non si fa più l’8 dicembre ma si anticipa tra la terza e la quarta settimana di Novembre.

Il rito degli addobbi non tramonta mai e si scelgono ogni anno degli addobbi nuovi.

Anche qui, ricordo ancora l’emozione, di quando dopo tanti anni di addobbi nuovi, toccai di nuovo con mano i miei primi e vecchi addobbi.

La magia del Natale era tornata, mi sentivo di nuovo la bambina felice di una volta.

Il presepe non si fa più in grande da un paio di anni, per una questione di spazio ma, il simbolo, lo si mantiene sempre vivo attraverso il presepe in miniatura.

Gli addobbi, non si abbinano più alla casa, non si scelgono in base a ciò che ci piace e basta ma si scelgono con il criterio:

Una mano che tiene gli addobbi di natale di fronte all'albero.

“Sì, mi piacciono ma sono anche instagrammabili? Si abbinano al mio feed instagram?”

Le nostre scelte vengono poi spoilerate sui nostri account Instagram.

Il calendario dell’avvento è stato sostituito dalle confezioni di cioccolatini che si scelgono direttamente al supermercato in base non solo al contenuto ma al rapporto qualità, prezzo e design.

Sì perché il design è importante.

Lo spumante e il panettone sono già sotto l’albero da oramai qualche settimana.

I regali li consegna il corriere, alcuni sono stati fatti dalle aziende con cui collaboro e sono già arrivati, altri arriveranno in ritardo e altri, ancora sono stati comprati in digitale e si trovano nei nostri spazi web.

I regali “cartacei”, sono stati aperti, rifatti con la giusta carta e come tradizione vuole, riposti sotto l’albero.

Siamo consapevoli del contenuto ma per noi è importante mantenere viva la tradizione.

I classici motivi natalizi vengono sostituiti da uno strano e allegro innovativo motivo che risuona non solo nelle casse dello stereo ma rimane dentro le nostre teste per tutta la giornata.

Stai con noi così sarà.

Natale reggaeton.

Babbo Natale in infradito.

E gli elfi col ciuffito.

Melchiorre con l’ascella pezzata.

Twerka la renna nella noche.

E il ritmo che ci piace.

Lo suona solo RDS

RDS Christmas Band feat Baz

La pre-vigilia si va al supermercato a fare la spesa e la notte prima di andare a dormire si guarda Netflix.

La vigilia si comprano le ultime cose restanti per fare il pranzo di natale come lo abbiamo precedentemente progettato.

Non si va più in chiesa ad ascoltare la messa della mezzanotte con tutta la famiglia al completo perché alcuni cari li portiamo dentro ai nostri cuori.

Il 24 aspettiamo la mezzanotte con la televisione accesa, apriamo il panettone e lo spumante e brindiamo.

Sì, a casa mia, si brinda anche a Natale.

Il giorno di Natale, possiamo finalmente aprire definitivamente i nostri regali, in precedenza già scartati e rimpachettati e, riporli dentro ai nostri armadi. Pronti per essere utilizzati.

Prepariamo il pranzo di Natale, addobbiamo la tavola, postiamo le nostre stories su Instagram e trascorriamo il resto della giornata a mangiare tutte le prelibatezze e a fare gli auguri alle persone che amiamo.

Infine, come da tradizione vuole guarderemo un bel cartone animato della Walt Disney.

A casa mia, è tradizione guardarne uno in particolare “Il canto di Natale di Topolino”.

Ci dobbiamo sentire onorati e grati per tutte le cose che abbiamo perché non tutte le persone hanno la nostra stessa fortuna: una casa, buon cibo e tanto amore.

Buona vigilia e Buon Natale di cuore!

Classe 1990 Fashion Blogger and Image Consultant
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