Diario Online

Survived

I’m survived”.


Diario di vita, 

eccomi arrivata al 31 Dicembre del 2020.

Giuro, quest’anno per la prima volta in vita mia, non pensavo che lo avrei mai detto ma sono sopravvissuta, (I’m survived!) e, fa strano dirlo, dopotutto, sento di essere una persona molto fortunata.

Sono viva, le persone che amo sono tutte al loro posto. Tolto, il COVID-19 quest’anno non è stato poi così male, anzi, tutt’altro. 

Ho comprato un sacco di cose: tra cui la mia prima reflex e il mio primo i-phone. Ho festeggiato i miei 30 anni, ho riscoperto il valore di una vecchia amicizia, alcune nuove mi hanno un po’ delusa. Ho lanciato la mia prima collezione. Sono sopravvissuta alla forte emotività che il COVID-19 mi ha fatto riscoprire di avere, dopo tutto siamo umani.

I’m survived!

Se dovessi definire, questo 2020, direi:

“è stato come salire sulle montagne russe; Sali, il percorso lo puoi immaginare ma non sai esattamente cosa troverai, proverai, fino a quando non lo vivi, temerai di non riuscire ad arrivare al capolinea, alla destinazione ma alla fine arrivi. Non è il grande finale che avevi immaginato, ma lo hai vissuto”.

Adesso sono qui e, lo posso raccontare e chissà per quanti anni avvenire lo racconteremo questo folle 2020.

Devo ammetterlo, ogni anno che se ne va lascia sempre un po’ di amaro in bocca, ci sarà sempre, per una ragione o per l’altra, qualcosa che non siamo riusciti a fare. 

La mia vita social, quest’anno, più che mai, ha rappresentato una vera e propria ancora di salvezza, la via per la rinascita: ho raggiunto nuovamente, il traguardo perduto dei 10.000 followers ma, non solo, ho fatto un’ulteriore chiarezza su, quella che è, la mia identità social. Il mio feed, è stato un andare e crescendo, lo stile di vita aesthetic dopo la botta estiva di colore, sta riprendendo forma. Eh si, quest’anno ci voleva proprio una bella botta di colore. I mesi estivi, sono stati una boccata d’aria fresca, una bella botta di energia. 

A proposito di colori! Sono riuscita a diventare a tutti gli effetti una Consulente d’Immagine qualificata. 

Quindi, sì, adesso posso dirlo. Nonostante tutto sono riuscita non solo a concludere quasi tutti i buoni propositi che mi ero prefissata ma addirittura a raggiungerne nuovi. 

Se ho dei nuovi propositi per il 2021? Certamente. 

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Fare di una passione una professione

Premessa: fare di una passione una professione, non è mai facile e, ancora non posso dire di avercela fatta ma intanto, sento di poter affermare di aver costruito la strada.

Diario Online,

non scrivo questa sessione del mio blog da un po’ di tempo ma, come direbbero gli inglesi: “I’m back!“.

Primo lockdown Marzo 2020.

Mentre tutto si ferma io decido di non lasciarmi influenzare negativamente dalla situazione difficile che stiamo vivendo.

Cosa decido di fare?

Decido non solo di portare avanti i miei già attuali progetti ma decido di crearne dei nuovi. Lavoro giorno e notte. Non mi fermo.

Decido di concentrami solo sull’aspetto positivo.

Compro dei corsi online.

Riscopro cosa vuol dire imparare cose nuove e mettersi in gioco.

Studio tanto. Inizio a raggiungere i primi traguardi che mi sono prefissata.

I miei primi progetti sono pronti al lancio.

Fine primo lockdown.

Posso ritornare a vivere.

Non stacco la spina, ma allento la presa.

Posso ritornare a godermi la libertà, riassaporo l’emozione di poter stare di nuovo a stretto contatto con la natura.

Continuano ad esserci le norme, le rispetto ma posso finalmente andare fuori a mangiare una pizza. Non importa se indosso un bavaglio, riassaporo la pizza, il mio dolce preferito, indosso il mio nuovo vestito.

Ottobre, sono pronta a lanciare sul mercato il frutto del mio duro lavoro svolto a Marzo.

LaDoS Collection è finalmente online.

Ho realizzato un sogno.

La mia prima collezione moda Autunno/Inverno 2020.

Respiro, sono felice, mi sento viva.

Inizio secondo semi lockdown Novembre 2020.

Certo, penso che gran botta di culo, lanciare la propria prima collezione sul mercato e neanche un mese dopo, si riparla di lockdown. Chi lo vive semi, chi totale.

Inevitabilmente, questo mi si ripercuoterà contro.

Cerco di non pensarci, continuo per la mia strada, quella che mi sono costruita con tanto affanno e tanta dedizione.

Non posso uscire la notte.

In realtà, poco male. Uscivo poco anche prima.

Durante il giorno, ci sono ancora un sacco di norme da rispettare, cerco di rispettarle sempre, per il mio bene e quello delle persone che amo.

La situazione inizia psicologicamente a farsi sentire.

Non posso ignorare quello che sta accadendo intorno a me per la seconda volta ma, non posso permettermi un crollo psico-emotivo.

Cosa decido di fare?

Ancora una volta nella mia vita, mi dedico alle mie passioni.

Non riesco ad immaginare, la mia vita, senza:

le passioni ci salvano la vita senza neanche saperlo.

Nel mentre, ho finito di fare due corsi, di social media marketing, decido così di acquistare un master, per completare le mie conoscenze.

In realtà non mi sono mai fermata, neanche quando temevo di non farcela.

Ho bisogno di cambiare aria.

Non sono pronta.

Non posso ancora lanciarmi in quel mondo per quanto mi piacerebbe farlo.

Ricorda un sogno alla volta.

Non mischiare altri sogni, altre passioni, che richiedono più tempo, più preparazione, più esperienza sul campo.

Decido di accantonare.

Inizierò il master, ma non sono pronta per iniziare la gavetta.

Non posso fermarmi.

Devo concentrami su qualcosa di nuovo.

La priorità questa volta, la devo dare ad un corso.

Corso acquistato a Marzo 2020.

Inizio a fare quel corso che, non avevo avuto il tempo di fare durante il primo lockdown o forse chissà, la me interiore, sapeva che, sarebbe stato giusto lasciarlo in disparte per riprenderlo al momento giusto.

Un sogno alla volta.

Lo senti, quando arriva il momento giusto, tra la terza e la quarta costola, quella passione, tra le tante altre passioni che, completerebbe il tuo scopo principale.

Consapevole, un’altra volta che, il periodo non aiuterà ma ci sono sogni che non possono aspettare un minuto di più.

Inizio il corso.

Il corso racchiude la chiave fondamentale di tutte le mie passioni e la mia presenza stessa sul web: la moda.

E’ un corso che ti avvia alla professione.

Non una qualsiasi, quella precisa professione.

Il sogno della mia vita.

Un’ altro sogno che, diventa realtà con un punteggio massimo di: 104/104.

Questo corso, mi aiutato a fare chiarezza, mi ha dato la consapevolezza e ovviamente i giusti strumenti per poter iniziare a intraprendere con le mie gambe questa lunga e tortuosa nuova strada. Non importa, se sarà difficile, se ci saranno ostacoli, se dovrò ancora studiare ogni giorno per raggiungere l’eccellenza in assoluto, intanto sono pronta:

Call me Fashion Image Consultant

ladosxc.com by lados_xc

Respiro, sono felice ma continuo ad essere inevitabilmente preoccupata.

Non è mai facile buttarsi nel mondo del lavoro, oggi meno che mai.

Sono fiduciosa, continuo ad annaffiare il mio orto giorno dopo giorno, un pezzo alla volta, lo amplio. Non smetterò di ampliare il mio sapere.

A tal proposito, ho appena acquistato un secondo corso sulla Consulenza d’Immagine per imparare a fare anche l’analisi armocromatica.

Un giorno, quando tutto questo sarà finito, arriverà la mia occasione e mi farò trovare pronta.

Respiro, sono viva.

Dopo tutto, domani è un altro giorno: per sognare, per coltivare una nuova passione, per vivere.

Fotografia & Social non solo pixel

Diario di vita, fotografia & social non solo pixel è uno di quegli articoli che vi porta ancora una volta, a conoscere la vera me.

La fotografia è una passione che scorre nel sangue e si trasmette di generazione in generazione.

Per lo meno, a casa mia è così.

In famiglia, tutti amiamo l’arte della fotografia.

È così da sempre.

Non c’è un perché.

Sin da bambina, sono stata cresciuta con l’arte della fotografia.

Venivo immortalata in qualsiasi momento da mamma, papà, zii.

Specialmente da mamma senza ritegno come se non ci fosse un domani.

Adesso, immaginatevi la pila degli album di famiglia.

Crescendo la fotografia è diventata giorno dopo giorno una parte essenziale di me stessa.

Tutte le persone a 18 anni chiedono la patente e una macchina, chi un viaggio.

Ancora una volta, a conferma della mia diversità, vi dico che, io, chiesi una macchina sì…

Ma digitale.

Da quel giorno, non conobbi giorno che non uscii di casa senza averla in mano.

Potete immaginare, anche qui, quanti scatti sono stati fatti.

Nel mentre, la tecnologia si è evoluta.

Gli album di famiglia sono stati sostituiti dai CD-Rom, successivamente dalle penne USB.

Tutte le cose prima o poi si rompono.

Come tutte le altre macchine fotografiche della mia vita la conservo ancora.

La tecnologia nel mentre continuava ad avanzare ed io mi feci una promessa.

La prossima sarebbe stata una macchina professionale.

La tecnologia ha continuato ad avanzare ed io, mi sono ritrovata a scattare con lo smartphone e salvare il tutto nel hard disk esterno.

Dopo un paio di smartphone, arriva quello giusto.

Quello con cui, ho iniziato ad intraprendere il mio percorso digitale su Instagram.

Ho sempre pensato che, alla base di una buona fotografia ci sono senza ombra di dubbio i pixel ma allo stesso tempo i pixel non sono tutto.

Per esempio, avere una reflex non ti garantisce di ottenere delle belle fotografie, se non sai fotografare.

Ancora peggio se, non hai idee.

Chi come me, ha intrapreso un percorso social sa quanto studio c’è dietro ad una semplice fotografia.

Il nostro contenuto non sono i like ricevuti o quelli mancati.

Non sono le opinioni delle persone che non capiscono cosa voglia dire credere in un progetto a tal punto da volerlo realizzare.

Sono i sogni, la passione, la determinazione, la costanza, la pazienza, i sacrifici, le ore passate a studiare ogni minimo dettaglio.

Quei dettagli che sino ad oggi hanno preso vita e forma ma non quella forma che desideravo avere.

Vi confesso che, dietro ad ogni mia idea, sino a ieri, c’è sempre stato il ma del “se avessi avuto una reflex..”

Il mio sogno diventa realtà.

Apro Gennaio 2020 con il mio regalo anticipato di “buon compleanno”, come routine vuole.

Dopo tanti sacrifici, sono riuscita a mantenere quella promessa di qualche anno fa.

Adesso posso (ri) partire alla grande.

Se vi siete persi il mio articolo precedente potete leggerlo qui.

365 giorni: il mio 2019!

365 giorni

365 giorni di 365.

Diario di vita,

questo 2019 è stato un anno veramente ricco sotto tanti punti di vista.

Ho deciso di guardare il lato positivo e di mettere sul piatto della bilancia tutte le cose belle e le soddisfazioni che mi sono arrivate e che ho saputo cogliere.

Pensare che sembrava ieri che chiudevo un 2018 abbastanza turbolento sotto il punto di vista delle relazioni umane.

Chiudevo l’anno con il presupposto di pensare di più a me stessa e che le persone giuste prima o poi sarebbero entrate di nuovo all’interno della mia vita.

Questo 2019 non mi ha portato il principe azzurro ma ha portato uno dei doni più preziosi che la vita ti possa fare, soprattutto di questi tempi: l’amicizia.

Quella sincera, non invidiosa e disinteressata.

Ho incontrato non solo delle amiche vere ma delle vere e proprie compagne di viaggio.

Con loro condivido le stesse passioni e abbiamo in comune anche alcuni stessi obbiettivi.

La loro positività, i loro preziosi consigli mi hanno incoraggiato nel volere intraprendere delle nuove strade.

Ho raggiunto tantissimi traguardi di cui ne vado orgogliosa ed fiera; Alcuni obbiettivi che, mi ero posta alla fine dell’anno precedente, non sono riuscita a raggiungerli.

Uno in particolare, che approfondirò in seguito, non sono riuscita a mantenerlo stabile ma nella vita se vuoi puntare a qualcosa di migliore, inevitabilmente, qualcosa prima deve cambiare.

Com’è che si dice?

Alle volte bisogna toccare un po’ il fondo per poter risalire più forte di prima.

Non si può eccellere in tante cose contemporaneamente soprattutto se queste richiedono tempo, dedizione, pazienza e positività.

A me basta aver trovato la mia strada.

Mi direte e ti sembra poco?

Ovvio che no, anzi aggiungo non potevo chiudere l’anno in maniera migliore.

Con la consapevolezza di chi sono e quali obbiettivi voglio raggiungere.

Sono pronta a prendermi il meglio da questo nuovo anno che verrà perché me lo merito.

Sono riuscita a costruire un feed omogeneo e quasi perfetto su Instagram e non importa se ho perso il traguardo raggiunto lo scorso anno (10.000 followers).

Ho dovuto fare delle scelte.

Targettizzare il profilo, diminuire i seguiti.

Era importante scegliere la strada giusta e questo inevitabilmente ha portato un po’ di perdita.

Alla fine questa perdita è stata più o meno irrilevante perché ciò non ha impedito alle aziende di notarmi e io mi sono presa la mia bella fetta di soddisfazioni.

Sì avete capito bene sono stata notata e non mi sono proposta come al solito.

Inoltre, sono stata presa per sponsorizzare un noto brand quindi per questo nuovo anno ci sarà veramente una novità super.

365/365 chiudo con il botto.

LadosIn Vogue We Trust!” il sito è ufficialmente online dal 21 novembre e in chiusura dell’anno è finalmente in linea con la Seo.

Ho iniziato il corso come Seo Strategist e per Natale mi sono regalata altri due corsi: Social Media Manager e Personal Shopper e Consulente d’Immagine.

Per l’anno nuovo mi regalerò il corso di Content Marketing e finalmente farò un acquisto importante e tanto desiderato.

Anche per questo nuovo anno mi farò il regalo di compleanno anticipato.

Oramai è diventata la mia routine.

Sono motivata e determinata a raggiungere tutti i miei nuovi obbiettivi.

Sono carica e serena di nome e di fatto.

La felicità è fatta di piccole cose per cui smettiamola di aspettare chissà che cosa dall’alto perché noi siamo il nostro futuro.

Chiudo il mio articolo con una delle mie frasi preferite della Walt Disney:

Se puoi sognarlo, puoi farlo.

Walt Disney

365 giorni su 365.

Buon fine anno e Felice Anno Nuovo! ???

A Natale puoi.. ricordarti di essere felice!

Ragazza che appende gli addobbi al suo albero di Natale.

A Natale puoi trovare la felicità ovunque tu ti volta.

È tutto quanto così, luminoso, magico.

Impossibile essere tristi.

Il Natale riempie di gioia i nostri cuori.

È fatto per ritornare bambini.

Così, ritorno bambina…

Ricordo..

I natali trascorsi nella mia casa di Genova, con i miei genitori, i miei zii, mia nonna e gli amici.

Come tradizione voleva l’8 dicembre si preparava l’albero e il presepe.

Ogni anno, si aggiungeva qualcosa di nuovo.

Le corse al centro commerciale e nelle varie catene di negozi, alla ricerca degli addobbi natalizi perfetti.

Era d’obbligo preparare il tutto insieme. Ognuno usava la propria creatività come meglio poteva.

Tutti gli anni, scrivevo la mia lettera a Babbo Natale che si trovava al Polo Nord e io avevo il compito di lasciarla sotto l’albero.

Il Babbo Natale del mio immaginario era magico.

Il 24 dicembre mettevo sotto l’albero, la letterina, una bella tazza di latte caldo e i biscotti per Babbo Natale.

Lui, con la sua enorme pancia, si sarebbe seduto a leggere la mia letterina, gustando del buon latte caldo e i biscotti fatti con tanto amore.

In cambio, come per magia, avrebbe preso i miei regali, dal suo enorme sacco.

In fondo, lui era Babbo Natale, sapeva già cosa volevo.

La mattina dopo mi svegliavo, la letterina era sparita, la tazza era sporca e i biscotti non c’erano più ma sotto l’albero trovavo sempre tantissimi pacchi, alcuni erano enormi.

Mia madre, era lì, sempre pronta con la sua macchina fotografica, ad immortalare ogni mio momento felice.

Ricordo persino, un Natale qui in Sardegna con la neve, i miei nonni e mio zio.

I regali li trovavo a fianco al mio letto che, si trovava a fianco a quello dei miei genitori.

Il giorno dell’Epifania, dove nella notte sentii la befana salire le scale, probabilmente era mia nonna.

Per paura, non guardai e mi addormentai di nuovo.

Il mattino seguente trovai, un orso a fianco al mio letto, una calza e tantissimi dolci.

Io ho dei ricordi lucidissimi di tutta la mia infanzia, spesso dalle persone, sento dire il contrario.

Non so come facciano a non ricordare, alle volte penso che magari non vogliano ricordare.

Magari, non tutti, hanno trascorso un infanzia serena come la mia.

Io ricordo tutto, ogni tanto, ancora oggi, ci penso e mi sento davvero così fortunata.

Il calendario dell’avvento Kinder, lo ricordo ancora come se fosse oggi.

Ero una bambina educata a rispettare la tradizione in tutte le sue parti.

Il calendario dell’avvento si apriva il 1 dicembre e si terminava il 25 dicembre. Niente sgarri.

Un cioccolatino, ogni giorno, sino al 25 dicembre oppure Babbo Natale non mi avrebbe portato niente e la Befana al contrario mi avrebbe portato il carbone.

Qualche volta, trovai una o più caselline con il cioccolato doppio, mai vuote, per fortuna.

Per me Natale era amore e condivisione.

Ci tenevo a condividere un pezzo del mio cioccolato con mia madre, l’unica soluzione per non farmelo condividere era comprare un secondo calendario dell’avvento.

In modo che, ognuno, potesse avere il suo cioccolatino ogni giorno.

Sono sempre stata una bambina che condivideva.

Soprattutto, da quella volta che, mi accusarono scherzando di aver mangiato tutti i pistacchi; Nonostante io, avessi chiesto se ne volessero e la risposta era stata no.

All’epoca non mi facevo così tanti problemi, o era si o era no.

Da allora, ho un ossessione irrefrenabile di chiedere le cose ripetutamente.

Perché la vita è fatta anche di forse e di cambi di opinione.

Quando ci siamo trasferiti in Sardegna, la tradizione natalizia è sempre rimasta la stessa.

Hanno iniziato a cambiare solo le cose, in quanto le nostre erano impacchettate nella casa nuova.

La casa nuova era in costruzione.

Era tutto completamente nuovo.

Mi mancavano i miei vecchi addobbi.

Non erano diversi solo gli addobbi.

Era diverso il posto, mi mancava la casa che per anni avevo chiamato “casa”, gli amici, mia nonna, i miei zii, le corse al centri commerciali e tutte quelle catene giganti.

Erano diversi anche i bambini.

Erano già grandi.

Ricordo che li chiamavo piccoli mostri.

Perché?

Loro non credevano a Babbo Natale e non rispettavano la tradizione, per loro erano importanti solo i regali.

E lo spirito? Non c’era.

Come fa una bambina a non credere a Babbo Natale? Come fa una bambina a non sognare? Come fa una bambina ad essere già grande?

Tutte cose che non mi spiegavo, non mi davano pace e mi lasciavano perplessa.

Io ne avevo 9 di anni e mi sono battuta nella dura battaglia di Babbo Natale sino agli 11 anni di età.

Perché per me Babbo Natale esisteva!

I miei genitori mi hanno talmente confezionato bene la storia di Babbo Natale che ci ho creduto sino all’ultimo istante prima di scoprire che Babbo Natale in realtà non era reale.

Babbo Natale non esisteva!

Mai quattro parole, mi avevano così sconvolta in vita mia.

Lo ricordo, ancora oggi, come se fosse accaduto, proprio, ieri. Che trauma!

Ricordo ancora, quella vigilia di Natale quando colsi in fragrante i miei genitori tirare fuori i regali di Natale dal loro armadio.

Quel Natale ero amareggiata, delusa, arrabbiata.

Per tutto quel tempo, mi ero battuta per difendere un ideale che non esisteva, mi sentivo stupida.

Per aver condotto tutte quelle battaglie così accese per Babbo Natale. Per essere stata derisa mentre io credevo così tanto in qualcosa.

Ad oggi, ripensando a tutti questi ricordi, mi sento fortunata e ringrazio i miei genitori per avermi confezionato la storia di Babbo Natale a regola d’arte.

Anche perché, badate bene che non ero una di quelle bambine credulone, al contrario ero come San Tommaso.

Una bambina ribelle e difficilmente convincibile.

Quindi, ci voleva una grande storia.

Simile alle mie preferite, quelle della Walt Disney.

Posso dire di essere stata cresciuta a pane e Walt Disney e, anche Babbo Natale meritava una storia che potesse catturare la mia più totale attenzione e la mia più totale dedizione.

Attraverso la magia del Natale mi hanno insegnato a:

– sognare in grande;

– credere e difendere i propri ideali sino alla fine;

– condividere;

– essere una persona più buona;

– amare.

Il Natale al giorno di oggi

L’albero non si fa più l’8 dicembre ma si anticipa tra la terza e la quarta settimana di Novembre.

Il rito degli addobbi non tramonta mai e si scelgono ogni anno degli addobbi nuovi.

Anche qui, ricordo ancora l’emozione, di quando dopo tanti anni di addobbi nuovi, toccai di nuovo con mano i miei primi e vecchi addobbi.

La magia del Natale era tornata, mi sentivo di nuovo la bambina felice di una volta.

Il presepe non si fa più in grande da un paio di anni, per una questione di spazio ma, il simbolo, lo si mantiene sempre vivo attraverso il presepe in miniatura.

Gli addobbi, non si abbinano più alla casa, non si scelgono in base a ciò che ci piace e basta ma si scelgono con il criterio:

Una mano che tiene gli addobbi di natale di fronte all'albero.

“Sì, mi piacciono ma sono anche instagrammabili? Si abbinano al mio feed instagram?”

Le nostre scelte vengono poi spoilerate sui nostri account Instagram.

Il calendario dell’avvento è stato sostituito dalle confezioni di cioccolatini che si scelgono direttamente al supermercato in base non solo al contenuto ma al rapporto qualità, prezzo e design.

Sì perché il design è importante.

Lo spumante e il panettone sono già sotto l’albero da oramai qualche settimana.

I regali li consegna il corriere, alcuni sono stati fatti dalle aziende con cui collaboro e sono già arrivati, altri arriveranno in ritardo e altri, ancora sono stati comprati in digitale e si trovano nei nostri spazi web.

I regali “cartacei”, sono stati aperti, rifatti con la giusta carta e come tradizione vuole, riposti sotto l’albero.

Siamo consapevoli del contenuto ma per noi è importante mantenere viva la tradizione.

I classici motivi natalizi vengono sostituiti da uno strano e allegro innovativo motivo che risuona non solo nelle casse dello stereo ma rimane dentro le nostre teste per tutta la giornata.

Stai con noi così sarà.

Natale reggaeton.

Babbo Natale in infradito.

E gli elfi col ciuffito.

Melchiorre con l’ascella pezzata.

Twerka la renna nella noche.

E il ritmo che ci piace.

Lo suona solo RDS

RDS Christmas Band feat Baz

La pre-vigilia si va al supermercato a fare la spesa e la notte prima di andare a dormire si guarda Netflix.

La vigilia si comprano le ultime cose restanti per fare il pranzo di natale come lo abbiamo precedentemente progettato.

Non si va più in chiesa ad ascoltare la messa della mezzanotte con tutta la famiglia al completo perché alcuni cari li portiamo dentro ai nostri cuori.

Il 24 aspettiamo la mezzanotte con la televisione accesa, apriamo il panettone e lo spumante e brindiamo.

Sì, a casa mia, si brinda anche a Natale.

Il giorno di Natale, possiamo finalmente aprire definitivamente i nostri regali, in precedenza già scartati e rimpachettati e, riporli dentro ai nostri armadi. Pronti per essere utilizzati.

Prepariamo il pranzo di Natale, addobbiamo la tavola, postiamo le nostre stories su Instagram e trascorriamo il resto della giornata a mangiare tutte le prelibatezze e a fare gli auguri alle persone che amiamo.

Infine, come da tradizione vuole guarderemo un bel cartone animato della Walt Disney.

A casa mia, è tradizione guardarne uno in particolare “Il canto di Natale di Topolino”.

Ci dobbiamo sentire onorati e grati per tutte le cose che abbiamo perché non tutte le persone hanno la nostra stessa fortuna: una casa, buon cibo e tanto amore.

Buona vigilia e Buon Natale di cuore!

Estautunno: l’autunno non vuole arrivare.

L’ estate è finita e l’autunno quest’anno non vuole arrivare, è come se fosse iniziata una nuova stagione: l’estautunno.

Abito in Sardegna, le giornate si sono accorciate, ma sono ancora abbastanza calde.

Così ne approfitto per smaltire le ultime foto estive all’interno del mio “feed”.

Questa foto che vedete, penso sia una delle mie preferite, tra tutte quelle scattate durante il mese estivo.

Estautunno: l'autunno non vuole arrivare.
In Vogue We Trust!

E’ una di quelle foto non programmate, scattata in una giornata non programmata.

Questa foto mi rispecchia parecchio.

Rispecchia la parte più vera e solitaria di me stessa.

Quella parte che sta in costante pace con il resto del mondo oltre che con me stessa.

Nel mio posto felice, il mio posto felice estivo, con la mia rivista preferita.

Vogue, non è una semplice rivista per noi appassionati di moda rappresenta la “bibbia della moda” .

LADOS In vogue we trust, è in continuo aggiornamento.

Ha una nuova immagine e un nuovo indirizzo “ladosfashionaddict“.

Vi avevo già, avvisato in precedenza che, il mio blog sarebbe stato un blog sempre in continuo movimento, in continua evoluzione.

Non mi piace la monotonia, sento spesso la necessità di cambiare.

Ho un bisogno costante di trasmettere a chi mi legge, “chi sono” , “cosa amo”.

Per farlo, ho bisogno che sia lo “username” Instagram che, “l’indirizzo” del mio blog siano in perfetta sintonia.

Devono annunciare chi sono.

L come life “vita:

Realista e innamorata della vita.

D come dreams “sogni”:

Sognatrice.

Eterna sognatrice.

Sogno persino ad occhi aperti.

La mia immaginazione e la mia creatività non hanno mai fine.

Credo in me stessa e nei miei sogni.

Ispirata dal mondo Walt Disney con la quale sono cresciuta:

“se puoi sognarlo puoi farlo” , “pensa, credi, sogna ed osa”.

Walt Disney

S come Serena, “di nome e di fatto”:

Donna.

Eterna bambina.

Sincera

Sicura.

Insicura e fragile.

Introversa.

Estroversa.

Bipolare.

Dolce.

Stronza.

Presuntuosa.

Lottatrice.

Fashion Addict, “appassionata di moda”:

Amo la moda ma non sono una vittima (fashion vicitm).

Non tutti i trend mi rappresentano e indosso esclusivamente i trend che vanno secondo il mio stile e gusto personale.

Find a trend and make it your own because “in order to be irreplaceable one must always be different”.

Coco Chanel

Aspettando l’estate in riva al mare.

Giugno prima volta al mare, aspettando che arrivi l’estate.

Porto Alabe, 09 giugno 2019

Aspettando l'estate leggo la mia rivista preferita in riva al mare.

Aspettando l’estate..

Diario di vita,

come ogni anno, qui in Sardegna passiamo dai cappotti al costume da bagno.

Domenica pomeriggio, 40 gradi all’ombra, direzione spiaggia di Porto Alabe (Tresnuraghes).

Dal mio piccolo paese, è il “viaggio” che, personalmente, rinomino “della speranza“; 42 min di viaggio sotto il sole bollente, fortuna che c’era il vento anche se, di scirocco, ma soprattutto, non salgo mai in macchina senza una bottiglietta d’acqua (rigorosamente frizzante).

Porto Alabe la spiaggia del cambiamento

Porto Alabe è una spiaggia della provincia di Oristano che consiglio a tutti di visitare almeno una volta ogni anno, se abitate in Sardegna.

Vi starete chiedendo: “perché?” e io vi rispondo: “è la spiaggia del cambiamento“.

Aspettando l'estate fotografo il panorama prima che si affolli di turisti.

Sottovalutata da molti, ogni anno si rinnova e, offre una diversa sfaccettatura ai visitatori.

Sembra ogni anno un posto diverso e questo succede perché è mare aperto e, il mare è sempre in continuo movimento.

Ma, non solo, ogni anno, la fisionomia della spiaggia è diversa, ma il mare stesso ogni volta che ci vai è diverso: con il passare stesso del giorno e della notte.

Basta pensare che, tanti anni fa, questa meravigliosa spiaggia, era formata da soli scogli.

Io personalmente, da bambina, ho avuto il piacere di conoscerla con gli scogli, prima che si trasformasse del tutto nella spiaggia che è oggi.

Probabilmente è, anche per questo che, fra tante spiagge, rimane una delle mie preferite.

Un po, perché è quella più vicina e un po, perché è quella meno affollata, anche se negli ultimi anni rispetto agli anni precedenti è più frequentata.

Da Maggio a Giugno, in questa fantastica spiaggia trovi solo turisti tedeschi o francesi.

Per chi ama la solitudine o preferisce le spiaggie tranquille è l’ideale.

Puoi passeggiare per tutta la spiaggia leggendo comodamente la tua rivista preferita senza la paura di scontrati con qualcuno.

Se vi trovate nei paraggi non potete non visitarla.

Se volete scoprire come ho iniziato questo mese, cliccate qui.

Giugno: Hello June!

Diario di vita: Bonorva, 1 giugno 2019.

Giugno: Collage con scritta "Hello June".

Apro Instagram e carico le quattro foto della scorsa estate che più rappresentano la mia felicità in un unico collage per dare il benvenuto a questo mese di Giugno appena iniziato.

Quali avventure avrà in serbo per me questo mese di Giugno?

Per il momento, mi viene in mente un’unica parola: mare chissà perché.

1 Giugno ragazza sulla spiaggia di Platamona.
Platamona

Una cosa e certa, non potevo aprirlo in un modo migliore.

Abito in Sardegna, è già la dice lunga.

Finalmente, il sole è tornato a splendere e, quest’anno rispetto allo scorso anno, si è fatto attendere un po’ di più.

Fuori c’è caldo, non troppo, è ventilato, non ancora affoso, proprio come piace a me; É la giornata perfetta per muoversi.

Per chi, come me, sta lontana dalla città e, dal mare e, ha vissuto sempre in città: dove basta un tram e c’è subito vita o c’è subito pace, a seconda della meta, ritornare un pomeriggio in città, significa: voler fare più cose possibili nel minor tempo possibile.

Circa 60 minuti di macchina, per arrivare in città, altri 15-20 minuti per raggiungere la meta desiderata e finalmente eccomi arrivata: destinazione Platamona, raggiunta con successo.

Per me il mare é da sempre fonte di pace e serenità.

Chiudi gli occhi, inspiri ed espiri il profumo del mare, fai una passeggiata, il tempo di fare qualche scatto veloce e già devi andare via.

1 Giugno ragazza sulla riva della spiaggia a Platamona.
Spiaggia di Platamona

Peccato che, Platamona, non sia valorizzata come meriti, avrei voluto, infatti, farvi vedere una parte che ricorda vagamente Santorini per la predisposizione di alcune case e stabilimenti balneari, ma ahimè, era tutta recintata per dei lavori e, di instagrammabile ci sarebbe uscito ben poco, ma, sono sicura, che mi rifarò la prossima volta.

D’altronde l’estate deve ancora iniziare.

Where is the next?

Agglomerato grandi magazzini. Come il Globo.

Gente che va, gente che viene: chi cerca un paio di scarpe, chi una borsa, chi degli abiti.

E poi ci sono io, con un unico obbiettivo: cercare di fare qualche scatto instagrammabile nel minor tempo possibile.

Nel mentre ho anche guardato qualcosina ma non c’era niente che mi abbia fatto palpitare il cuore al punto da dire: “lo compro“!

“Strano, ma vero”, direbbe qualcuno.

Ma forse, il bello di me è anche questo, so sempre stupire.

È quasi ora di chiusura, e manca ancora una destinazione: centro commerciale: Auchan, non ho fatto in tempo a fare delle foto ma vi posso raccontare di due bellissimi unicorni giganti che per l’appunto ho solo potuto vedere da lontano??.

E niente, non ho potuto concludere la giornata con quello che sarebbe stato il mio scatto migliore, ma d’altronde le giornate, le progetti in un modo e le vivi in un’altro.

Ho comunque concluso, questa giornata movimentata ma, allo stesso tempo rigenerante, con il mio piatto preferito: la pizza.

Non potevo iniziare il mese di Giugno in maniera migliore.

Se volete leggere un altro articolo del mio “diario di vita”, cliccate qui.

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