Luoghi da visitare

Tinnura: the country of art.

Tinnura è un piccolo paesino della provincia di Oristano.

Situato nella subregione della Planargia, conta circa 239 abitanti.

Questo piccolo paesino è un vero e proprio concentrato d’arte.

Scopriamolo insieme, attraverso la mia avventura estiva.

Non sto mai ferma.

Vado alla continua ricerca di storie da raccontare.

La magia di Tinnura

Ogni posto è una storia a parte e a me piace raccontare ogni singolo luogo, ogni singola storia, ogni singola emozione vissuta.

Chi come me, ama l’arte, si può solo immaginare l’emozione che si prova nello sfiorare queste meravigliose opere d’arte, si ha quasi paura di toccarle per paura di rovinarle.

Tinnura ragazza di fronte al Murales di Via Nuova

È una sensazione straordinaria, che sa di vita vissuta: quella vissuta dall’artista nel preciso istante in cui ha dato luce a questo meraviglioso capolavoro e la tua, adesso, qui, ora, in questo preciso istante.

Starei ore ed ore ad osservare questi muri che raccontano una storia, dei tempi che furono. E come se ti volessero dire: “ehi guarda, com”era tutto più semplice, più vero, più vivo”.

Mi perdo nella mia immaginazione, sono in un epoca lontana adesso…

Tinnura Murales di Via Nuova

Tempo di raccolti, di mani sporche, di canottiere di lana sudate, ma che sapevano di vita, di sguardi, di complicità, di attese, di stima, di coraggio, di tradizioni,di valori,amicizia, amore.

Tinnura Murales di Via Nuova

Le strade sterrate, asini, cavalli. Quando le persone si guardavano ancora dritte negli occhi, tutto così straordinariamente puro, vero.

Ritorno alla realtà, ci sono altre meraviglie che mi attendono.

Tutte da scoprire attraverso le graziose via di Tinnura.

Tinnura murales
Tinnura murales
Tinnura acquedotto
Tinnura
Tinnura

È straordinario di come questo piccolo paesino, sia un vero e proprio concentrato di arte.

Tinnura murales

La fontana dello Zodiaco

Tinnura

Una scoperta del tutto inaspettata è stata la fontana dello zodiaco.

Tinnura

Mai e, poi, mai, avrei immaginato di ritrovarmi di fronte ad un capolavoro così eccezionale.

Tinnura fontana dello zodiaco

Questa fontana è stata costruita nel 2004, dallo scultore Simplicio De Rosas e si trova nella Piazza del Sole.

Dodici bocche in basalto, che sputano acqua corrente che raffigurano i segni zodiacali con un vascone sottostante a forma di V.

È strano di come, negli anni, tra molteplici passaggi, non ci siamo mai accorti dell’esistenza di questa fontana.

Sicuramente percorrendo la strada in macchina, con un occhio più attento la si può tranquillamente intravedere, ma pensi, ad una semplice fontana come tante.

Poi invece, un bel giorno, decidi di fermarti per ammirare dal vivo e ovviamente fotografare tutti quei murales che da una vita hai il piacere di guardare ma solamente di passaggio e ti trovi davanti una sorta di vaso di Pandora.  

Una piccola fontana con a fianco, un enorme lungo vascone pieno di acqua fresca che scorre in continuazione.

Ti avvicini e noti che la piccola fontana iniziale in realtà raffigura il sole e la luna e che sopra a quel vascone, non ci sono delle semplici pietre dal quale scorre l’acqua ma che in realtà ogni pietra rappresenta un segno zodiacale.

Tinnura fontana luna e sole dalla fontana dello zodiaco.

E così all’improvviso, rimani muta, sbalordita. Ancora incredula per quello che ti sei appena ritrovata davanti.

L’unica parola che riesci a dire è: “wow”.  

Questo mi fa pensare a quante cose ci perdiamo e quante cose ci sono ogni giorno da scoprire proprio ad un palmo dal nostro naso.  

Nell’attesa dei viaggi che mi piacerebbe un giorno poter fare intendo scoprire tutte le meraviglie che circondano questa meravigliosa isola in cui abito.  

E voi conoscete tutte le meraviglie che si nascondono dietro al vostro territorio o anche voi come me ogni tanto ne scoprite o rispolverate una?  

Clicca qui se vuoi leggere il mio primo articolo sui murales.

Pizzeria a Tinnura: Marco’s Pizza.

Oggi, mi soffermo nel campo della ristorazione, parlandovi di una pizzeria che si trova a Tinnura.

Tinnura è un comune italiano nella provincia di Oristano in Sardegna, situato nella antica subregione della Planargia, prevalentemente conosciuto per i suoi numerosi murales (vedi articolo precedente).

Marco’s Pizza.

Un locale accogliente e familiare.

Si tratta, principalmente, di una pizzeria, (come dice il nome stesso).

Offre il servizio ristorante e include un menù per celiaci e vegetariani

Un logo particolare quello che contraddistingue la pizzeria, dalle altre del circondario, è sicuramente il vessillo di uno dei quattro mori, (emblema della bandiera sarda), rappresentato all’interno della penisola.

La tradizione storica vuole che le quattro teste del vessillo rappresentino altrettante vittorie conseguite dai catalano-aragonesi in Spagna contro gli invasori mori: Saragozza, Valencia, Murcia e le Baleari.

Pizzeria Tinnura Marco's pizza: il loro logo.

La pizzeria, si trova in via nazionale 104.

Se siete di passaggio è difficile che non la vediate, in quanto è situata sulla strada principale lungo il viale alberato.

Al contrario, se volete andarci apposta e non siete della zona, vi consiglio di attivare i vostri Tom Tom previa prenotazione per sicurezza.

Qui sotto vi lascio alcune info utili.

Orario Estivo
Pranzo 12:30 – 14:00 Cena 19:30 – 23:00 
Prenotazione 0785339034 3282760836

All’entrata del locale troviamo subito dei posti a sedere all’aperto, ideali per cenare all’aperto le sere d’estate.

Entrata della pizzeria Marco's Pizza.

A fianco alla porta principale, è situata questa botte (damigiana) tipico strumento usato per la macerazione del vino nostrano, poco più in alto, si trova affisso il menù del locale.

Menù e botte all'entrata della pizzeria.

Sulla parete a destra, potrete invece ammirare un bellissimo murales sardo, che rappresenta la Torre di Columbargia di Porto Alabe, che sicuramente contribuisce a contraddistinguere il locale.

Murales all'interno del cortile della pizzeria Marco's pizza.

Servizio ai tavoli preciso e puntuale.

Un punto, a favore del cameriere che, ci ha fatto subito sentire a casa e ci ha trattato con i guanti, individuando persino i gusti di un componente del tavolo.

centro tavola della pizzeria.

Chi mi conosce, sa che, amo follemente tre cose: la pizza, il pesce e i funghi.

Adesso, immaginate la mia faccia, quando sul menù ho letto tra le pizze, il nome mare e monti, seguita dagli ingredienti magici: carciofi, funghi, cozze, calamari, gamberetti e polpa di granchio (frutti di mare misti).

Secondo voi potevo non prenderla?

Certo che no! Una vera prelibatezza.

Le cozze erano fresche di giornata, immaginatevi il sapore.

Il tutto accompagnato da del buon vino bianco della casa.

Leggero con il retro gusto fruttato molto simile ad uno spumantino.

Infine, per concludere non potevo non gustarmi, il dessert.

La panna cotta con la glassa di frutti di bosco.

Un’altra ossessione a cui non posso dire di no!

L’ultima tappa è stata il caffè per tentare di digerire il tutto.

Voto 10/10.

Wedding Party Day di Sara e Gianluca

Wedding Party di Sara e Gianluca,

06/07/2019

Serenità, felicità e complicità vi siano compagni per tutta la vita.

Wedding Party Day Sara e Gianluca

Semplice con quel tocco chic e curato nei minimi dettagli.

Un Wedding Party all’insegna del buon gusto, in tutti i sensi.

La location

Gli sposi hanno scelto la location “Gli Oleandri” che è rinomata per questo genere di eventi.

Wedding Party Day Location Gli Oleandri

La sala ricevimenti si trova nella località di Manighedda di Ozieri in provincia di Sassari.

La struttura è immersa nel verde della campagna con ampi parcheggi che circondano tutta la struttura, possiede una veranda molto spaziosa con una vista giardino davvero singolare.

L’intero giardino è circondato da palme,fiori, uno spazio bar, una zona cottura(barbeque) e una meravigliosa e singolare fontana, che sicuramente caratterizza il locale.

La sala ricevimenti è dotata di un enorme spazio,(può contenere sino a 500 persone), raffinata ed elegante, dotata di ogni confort, viene allestita secondo il gusto e la scelta degli sposi.

La sala

Tra le tavolate, tra cui una, dedicata interamente ai bambini, seguiti da due animatrici, é stato dedicato, un tavolo alla confettata, all’interno della quale, si poteva dedicare un pensiero agli sposi.

Wedding Party Day tavolo dei confetti
Wedding Party Day tavolo dei confetti
Wedding Party Day tavolo dei confetti

Infine, è stato dedicato, uno spazio bomboniere di nozze (in linea d’aria di fronte al tavolo della confettata).

Wedding Party Day tavolo delle bomboniere

Wedding Party: Il pranzo

L’intero pranzo è stato accompagnato con della musica dal vivo, accompagnata dal vocalist compaesano (Luca), e dalle voci dei familiari e amici più stretti che intonavano: “e per gli sposi… urrà!” usando come strumenti: bicchieri, posate e tavoli.

Gli sposi, hanno scelto un menù misto che, si divideva tra cucina mediterranea e cucina tradizionale tipica sarda (il porcetto).

Wedding Party Day Menù degli sposi

Un punto aggiunto, lo spezzo a favore del personale e gestione del locale, non solo per la professionalità, ma, che ha, pensato, anche, a cambiare piatti e posate tra un piatto e l’altro.

Wedding Party Day il tavolo

Infine, non è di certo, da dimenticare, lo chef degli Oleandri, per i deliziosi e gustosi piatti.

Lungo le tavolate, erano posizionati questi bellissimi cuori di pasta tipici della tradizione sarda, il menù degli sposi e in ogni bottiglia di vino era ritratta una foto degli sposi con i loro nomi e la data del grande giorno.

Wedding Party Day cuore di pasta tipico della tradizione sarda.
Wedding Party Day Menù
Wedding Party Day la bottiglia del vino con la foto degli sposi.

Caffè e Dessert

Il caffè è stato servito nel bar, all’entrata della sala, mentre la torta nuziale e i dolci, sono stati serviti nella veranda, all’entrata del locale, insieme alla tagliata di frutta.

Torta nuziale Wedding Party Day

Le bomboniere

Gli sposi hanno poi dato personalmente le bomboniere agli invitati.

Wedding Party Day la bomboniera

I festeggiamenti continuano

I festeggiamenti hanno continuato all’esterno, nella veranda, dove prima si è esibito un gruppo sardo, “i Los Amigos“.

Poco dopo, sono entrate in scena, due mascotte per fare divertire i bambini.

La serata è proseguita con musica per tutti i gusti: dai balli di gruppo latino americano, ai lenti, al ballo sardo.

Wedding Party: le foto degli Sposi

Gli sposi, si sono assentati, per scattare le loro foto matrimoniali, all’interno del giardino con una equipe di fotografi professionisti.

Wedding Party Day il momento foto degli sposi

Il primo ballo

Al loro rientro, come, da tradizione, hanno ballato il loro primo lento, circondati dall’affetto di tutti i parenti e amici più stretti.

Wedding Party Day il primo ballo degli sposi.

Il lancio del bouquet

Infine, la sposa, come la tradizione vuole, ha lanciato il bouquet.

Wedding Party Day il lancio del bouquet

La cena

Per cena, è stato allestita, una tavolata con uno sfizioso buffet e, un’altra tavolata, con tutti i dolci tipici sardi come le tiricche e dolci misti.

La discoteca

La veranda si é trasformata in un patio, all’interno del quale scatenarsi, con la musica da discoteca accompagnata dal dj Dario e il vocalist Luca, che aveva, precedentemente, accompagnato con la sua voce e musica il delizioso pranzo.

Wedding Party: conclusione

I festeggiamenti si sono poi, conclusi a casa della sposa, con la tradizionale serenata.

Una giornata all’insegna dell‘allegria e dell’amore, che, ci ricorda, quanto siano importanti i valori che, ci hanno insegnato sin da bambini.

Ma, soprattutto, ricorda a tutti noi che, il vero amore esiste là fuori e vale la pena di aspettarlo e infine incoronarlo.

Grazie, Sara e Gianluca per il meraviglioso “Wedding Party”.

Vi auguro di trascorrere la vostra vita insieme, esattamente, come avete trascorso questo fatidico giorno…all’insegna della serenità e tanta, tanta felicità!

Volete scoprire cosa ho scelto di indossare a questa fantastica cerimonia?

Cliccate qui.

Murales: la Street Art Sarda.

Nelle altri parti del mondo la chiamano Street Art qui in Sardegna si chiamano murales.

Prima di parlare dei nostri bellissimi murales, facciamo un tuffo nel passato.

Vediamo insieme quando e come si sviluppa il muralismo e come si espande.

Quando nasce il muralismo?

E’ un movimento pittorico che nasce in Messico dopo la rivoluzione messicana del 1910.

Con questa tecnica pittorica, artisti come Diego Rivera, José Clemente Orozco, David Alfaro Siqueiros e Silvio Benedetto, tralasciano le tecniche tradizionali e gli utensili e preferiscono utilizzare vernici per automobili, colorando il cemento con la pistola ad aria.

Altri utilizzano anche mosaici di lastre percolate.

Questo movimento produce opere monumentali destinate al popolo, dove vengono dipinte sia, le lotte sociali che, gli aspetti della storia messicana.

In Messico non si è mai smesso di realizzare murales e questa tecnica è stata dichiarata arte ufficiale della rivoluzione, a prova del successo e della forza del movimento.

La diffusione dei murales nel resto del mondo

Nel 1930 il muralismo divenne un movimento internazionale.

Oltre a diffondersi in Messico, iniziò a diffondersi anche in Argentina, Perù, Brasile e Stati Uniti.

In Italia va ricordato il vasto patrimonio di murales del paese di Orgosolo e quelli nel “paese museo“ di San Sperate, realizzati in gran parte da Francesco Del Casino.

Nel 1968 furono realizzati centinaia di queste opere dal’artista Pinuccio Sciola, anche noto come lo scultore delle pietre sonore.

In Basilicata, si trovano i murales di Satriano considerata la “capitale” dei murales del mezzogiorno, eredità culturale lasciata dall’artista Lucano del XVII secolo detto il “Pietrafesa”.

A Campobello di Licata, in provincia di Agrigento, il parco della Divina Commedia è un grande parco letterario.

All’interno, sono presenti 110 monoliti di travertino su cui sono state dipinte con la tecnica dei murales varie scene della Divina Commedia.

I monoliti sono stati tutti dipinti dall’artista Silvio Benedetto.

Da cosa nascono i murales?

Questa forma artistica nasce come una espressione creativa del tutto libera principalmente a favore dei movimenti di protesta.

Si tende a ritrarre il quotidiano, la vita e condizione sociale.

Le tecniche usate dai muralisti sardi sono semplici e si basano sulle normali vernici ad acqua per interni.

Di conseguenza i murales si deteriorano abbastanza in fretta.

Spesso queste opere d’arte non si avverte l’esigenza di rinnovarle e quindi le si lascia semplicemente svanire lentamente.

È come se la comunità decidesse che quei specifici murales hanno oramai raggiunto il loro scopo per cui è arrivato il momento di lasciarli andare.

Per un murales che si lascia andare mi piace pensare che da un’altra parte ne nasca sempre uno nuovo, pronto a raccontare un’altra storia.

Come questo che, potrete ammirare nel mio paese, che segna uno dei tanti panifici della zona.

Murales di Bonorva (Sardegna)
Murales Panificio Paba (Bonorva)

La Sardegna è piena di queste opere d’arte e per chi non lo sapesse è la patria del muralismo in Italia.

Clicca qui se vuoi leggere il mio successivo articolo dedicato a queste opere straordinarie.

Giave: Once Upon a Time…

Giave è un paesino di 511 abitanti, della provincia di Sassari, situato nell’antica regione del Meilogu.

Giave e la leggenda sulla Pedra Mendalza.

Ragazza di fronte alla Pedra Mendalza, Giave.
Pedra Mendalza, Giave

“C’era una volta…,

una fata della terra che litigò con una fata del fuoco, la loro litigata fu talmente accesa che generò l’eruzione del vulcano vicino.

Tutta la terra inizio a tremare e il vulcano irruppe sputando la roccia vulcanica talmente lontano che si creò una nuova dimora per la fata della terra.

Un giorno un Uomo uscì dalla sua casa per andare in campagna a lavorare e vide la fata e incantato decise di seguirla nel suo mondo e l’uomo ammaliato da quello che vide non fece più ritorno nel mondo degli umani. “

Leggenda sulla Pedra Mendalza, Giave.

Secondo la leggenda locale questo “neck” vulcanico rappresenterebbe una porta sull’aldilà.

Ma cos’è realmente un neck?

Neck vulcanico Pedra Mendalza, Giave.
Neck vulcanico.
Pedra Mendalza, Giave

È un residuo erosivo o collo vulcanico, ovvero, una formazione prodotta dalla solidificazione del magma all’interno di un camino vulcanico, riaffiorata a seguito dell’erosione del cono vulcanico.

Neck vulcanico e rovi. Pedra Mendalza, Giave.
Neck vulcanico.
Pedra Mendalza, Giave

Guardando verso la valle dalla passeggiata che unisce il paese di Giave alla chiesa dedicata ai santi Cosma e Damiano possiamo vedere la sagoma della Pedra Mendalza.

Vista da S.Cosimo e Damiano Giave.
Pedra Mendalza, vista da S.Cosimo e Damiano Giave

Sì può facilmente raggiungere attraverso la strada asfaltata che si intravede dall’alto.

Nei pressi troviamo un cratere ancora integro, che si è conservato sino ad oggi perché risale a circa 200.000 anni fa.

Lo si può vedere sulla sommità di una collina vicina chiamata: Monte Annaru, anche quest’ultimo raggiungibile attraverso il sentiero, dove una volta arrivati, si può percorrere il bordo del cratere sino a scendere nella vera e propria bocca eruttiva.

Sa Pedra Mendalza si trova nel territorio che viene chiamato “il territorio dei vulcani spenti”.

Se volete leggere la legenda di Rebeccu, cliccate qui.

Rebeccu città fantasma

Rebeccu al giorno d’oggi è un paese disabitato e una meta turistica tutta da visitare.

Il cartello Guida Turistica

Dove si trova Rebeccu?

Questo piccolo borgo medievale, costruito su una collina, si trova a circa 6km da Bonorva di cui è frazione.

Il centro si trova a mezza costa del monte Cuccuru de Pischinas, per l’esattezza, a 408 metri e si affaccia sulla piana di Santa Lucia.

Piana di Santa Lucia vista da Rebeccu

Come tutti i posti “vecchi” e abbandonati ha una storia e tutte le storie hanno delle leggende da cui ne rimaniamo affascinati quasi ammaliati.

Tanti anni fa, era un centro importante, e si vocifera che il paese fosse Rebeccu e non Bonorva, con circa 400 abitanti.
Poi non si sa, cosa sia successo, ma dal 1400, inizio la decadenza del paese e solo qualche secolo dopo, nel 1950, la popolazione si ridusse a sole sei persone.

Ma perché iniziò questa decadenza che portó il paese pian piano a morire?

E qui, subentra la prima leggenda.

La maledizione delle trenta case.

A lanciarla fu la principessa Donoria, figlia del Re Beccu, quando venne considerata una strega e cacciata dal proprio paese.

Rebeccu, Rebecchei da ‘e trinta domos non movei
che tradotto significa “Che Rebeccu non superi mai le trenta abitazioni“.

Un’altra leggenda, invece, vuole che, un tempo qui ci fosse un castello dove si sposò Eleonora d’Arborea con Brancaleone Doria.

Oggi Rebeccu, nonostante i tentativi di valorizzazione e restaurazione di alcune abitazioni, conserva ancora il fascino dei vecchi villaggi abbandonati.

Per le vie di Rebeccu
Rebeccu: Chiesa di Santa Giulia.
Chiesa di Santa Giulia
Lavatoio a Rebeccu.
Lavatoio
Lampioni per le stradine di Rebeccu.
Tutte le strade di questo paesino in miniatura sono costellate da questi lampioni
Rebeccu vista sulla piana di Santa Lucia.
La piana di Santa Lucia vista da un’altra prospettiva verso la fine del paese dove inizia la campagna

Se volete leggere un’altra leggenda, cliccate qui.

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