Haute Couture Dior


Fashion / martedì, Gennaio 26th, 2021

La nuova collezione Haute Couture Dior Primavera/Estate è una collezione ispirata al regno dell’occulto in chiave medievale.

Maria Grazia Chiuri direttrice di Dior per realizzare la nuova collezione si è voluta ispirare all’affascinate universo dei tarocchi ricordando così il forte legame che nutriva Monsieur Dior.

La nuova collezione viene presentata con un film Le Châteu du Tarot di Matteo Garrone, un cortometraggio fiabesco girato nel castello di Sammezzano vicino a Firenze.

La prima scena del film si apre con una giovane donna che si fa leggere i tarocchi. Il suo volto è quello di Agnese Claisse, attrice e cantante figlia di Laura Morante, che pesca dal mazzo degli arcani maggiori la Papessa, simbolo della conoscenza segreta, della dualità tra l’universo terreno e l’universo spirituale. In particolare, l’Alta Sacerdotessa, la Giustizia e il Matto sono esaltate da un’eccellenza del savoir-faire che reinventa il sogno Dior, come la giacca Bar in velluto nero dalle curve rivisitate; incarna un nuovo atteggiamento che sfida i confini del maschile e del femminile.

In un’epoca in cui ci sentiamo persi, ecco indagare quello che è il labirinto dell’anima, in questo Medioevo esoterico, fatto di pizzi, ricami, sandali da gladiatore a rete, elementi decorativi dipinti a mano, velluti dorati con i segni zodiacali e preziosi jacquard costellati da stelle brillanti. 

Lo stesso Garrone si esprime sulla collaborazione Dior-Chiuri-Garrone affermando:

«Maria Grazia mi ha proposto di immaginare un racconto sul mondo dei Tarocchi di cui non conoscevo nulla. E forse proprio per questo mi è nata l’idea di filmare un percorso introspettivo intrapreso alla ricerca di sé stessi in cui la protagonista affronta delle prove incontrando le figure degli Arcani».

La Chiuri nell’incontro via Zoom che precede la maggior parte delle sfilate in questo periodo particolare, presenta la collezione Haute Couture Dior Spring/ Summer 2021, dicendo:

«In periodi di incertezza, proprio come quelli che ha vissuto Monsieur Dior durante la guerra, ogni riferimento alla magia beneaugurante trasmette sicurezza. Non credo che i Tarocchi siano divinatori ma semplicemente che l’incontro con gli Arcani maggiori e minori aiuti ad analizzare i propri pensieri e permette di fare delle scelte. Oggi abbiamo la sensazione di essere rinchiusi in questa “nuova dimensione” e il ricorso ai Tarocchi può essere una strada che ti dice: “vai avanti”»

Nella realizzazione del percorso creativo la Chiuri si è lasciata ispirare dai Tarocchi Visconti di Modrone, uno dei più antichi mazzi conosciuti, realizzato nel lontano 1442, attualmente conservato nella Biblioteca dell’università di Yale, negli Usa. Sono 66 carte dipinte a mano e ricoperte di una lamina d’oro in cui le figure medievali narrano storie, anche quelle indicibili, della famiglia milanese.

La stessa Chiuri, decide di staccarsi dalla visione materiale e come succede nei racconti del libro “Il castello dei destini incrociati (1973)” di Italo Calvino, si appropria di quell’immaginario per esprimere la propria immaginazione.

Per questa collezione la Chiuri, con l’aiuto degli atelier Flou e Tailleur di avenue Montaigneprepara abiti di puro stupore reale.

Non ci sono citazioni o rifacimenti di immagine: gli abiti rappresentano i caratteri delle carte che vestono. 

«Il diavolo è seduttivo» ricorda Chiuri, non a caso, l’abito che lo racconta è valorizzato da un décolleté che scopre seno e spalle, come se le scollature profonde fossero quello che resta di un abito in gaze laminato d’oro;

La Giustizia rappresentata da un abito plissé in mousseline di seta verde, la Papessa rivive in un abito bustier sovrapposto da un cappotto, entrambi in jacquard oro e bordeaux, la Temperanza è rappresentata da un grande abito drappeggiato con un solo taglio in velluto dévoré stampato a millefiori e poi dipinto a mano su una base di lamé d’oro;  

Il Sole è rappresentato da un abito lungo incrostato di guipure d’oro, la Ruota della Fortuna ha un corsetto ricamato di fiori a mano che regge una lunga gonna in gaze, mentre, l’Appeso è un corsetto che l’artista Pietro Ruffo ha elaborato dalle carte dei Visconti ma ne ha fatto un bassorilievo che Chiuri ha posizionato su un paio di pantaloni per farne un completo.