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Ti diranno di rimanere tra le righe..

Ti diranno di rimanere tra le righe, tu esci invece.

Ti diranno che sei sbagliato, ti diranno che non vali.

Ti diranno di rimanere tra le righe, tu esci invece. Vai in spiaggia e fatti una bellissima foto. Proprio quella che ti avevano detto non fare.

Oggi, voglio partire dalla frase iniziale di Gio Evan che dovrebbe portare le persone a riflettere.

Sempre più frequentemente accade che veniamo criticati e giudicati per chi siamo e cosa facciamo nella vita di tutti i giorni e spesso questo si accentua ancora di più quando decidiamo di inseguire una passione che ci porta ad avere una certa visibilità sui social.

Parlo di quella categoria social, legata ad Instagram e al mondo delle: influencer, micro-influencer, fashion blogger, blogger e fotografi.

Cosa succede esattamente quando una persona normale, come me e come te che, in questo momento, mi stai leggendo, decide di coltivare una delle sue passioni?

Spesso succede che, le persone che ti stanno vicine da una vita, non capiscono questa tua passione e non capendoti, ti giudicheranno come “cambiato” o “diverso” e tenderanno ad emarginarti.

Altri, si avvicineranno o riavvicineranno in cerca di notorietà chiedendoti favori e consigli fini a se stessi, altri, non capendo il tuo stile e la tua diversità ti giudicheranno sbagliato e inadatto e, altri ancora, cercheranno di cambiarti perché ti vedono troppo diverso da quella stessa massa.

Cosa dovete fare?

Inanzittutto, dovete allontanarvi da questa tipologia negativa di persone che, non crede in voi stessi e non sostiene le vostre passioni.

La condivisione è fondamentale in ogni rapporto.

Come dice una frase del celebre scrittore Stephen Littleword:

“una grande amicizia ha due ingredienti principali: il primo è la scoperta di ciò che ci rende simili, il secondo è il rispetto di ciò che ci fa diversi”.

Stephen Littleword

A chi, vi considera sbagliato e inadatto, non calcolatelo proprio; Così come, non dovete assolutamente calcolare chi si avvicina a voi solo per interesse.

Infine, a chi cercherà di cambiarvi dandovi consigli inappropriati e fuori luogo, rispondete sempre con garbo ed eleganza. Come diceva Coco Chanel:

“la moda passa, lo stile resta” e l’invidia aggiungo io: “è il male peggiore di cui uno possa soffrire”.

Coco Chanel

Perché parlo d’invidia?

Quando una persona incontra un’altra persona completamente diversa da lei e cerca di cambiare quest’ultima, spesso, a sua immagine e somiglianza, sicuramente, oltre a peccare di ignoranza e superbia pecca anche d’invidia.

Io parto sempre dal presupposto che, il mondo è bello perché è vario e, chi sono io, per dire ad’un altra persona chi e come dev’essere? Nessuno!

Vediamo cosa è l’invidia e da cosa nasce.

Secondo Francesco Alberoni

“l’invidia è il sentimento che noi proviamo quando qualcuno, che noi consideriamo del nostro stesso valore ci sorpassa, ottiene l’ammirazione altrui. Allora abbiamo l’impressione di una profonda ingiustizia nel mondo. Cerchiamo di convincerci che non lo merita, facciamo di tutto per trascinarlo al nostro stesso livello, di svalutarlo; ne parliamo male, lo critichiamo. Ma se la società continua a innalzarlo, ci rodiamo di collera e, nello stesso tempo, siamo presi dal dubbio. Perché non siamo sicuri di essere nel giusto. Per questo ci vergogniamo di essere invidiosi. E, soprattutto, di essere additati come persone invidiose. In termini psicologici potremmo dire che l’invidia è un tentativo un po’ maldestro di recuperare la fiducia e la stima in sé stessi, impedendo la caduta del proprio valore attraverso la svalutazione dell’altro.”

Francesco Alberoni

Questa riflessione, l’ho amata in particolar modo e dovrebbe fare riflettere, anche se, come dice sempre, sia mio padre che, di recente una mia carissima amica: “sono così proprio perché non ci arrivano, non è neanche cattiveria e, che proprio non ci arrivano”.

Ritorniamo al “cosa dovete fare?”

Ti diranno tante altre molte cose e allora tu che farai?

Il mio consiglio è quello di essere sempre voi stessi e di non cambiare per piacere agli altri. Abbiate il coraggio di essere sempre.

Ci sarà sempre chi non vi comprenderà e vi giudicherà sbagliato dalla copertina.

Vedetevi come un’opera d’arte, amata da pochi e criticata da molti.

Ti diranno qualsiasi cosa, solo per il gusto di ferirti e vedere la vostra, la tua reazione.

Non demoralizzatevi, cercate di non incazzarvi, se ci riuscite e, soprattutto non datela mai vinta ai soggetti che nella vita si credono migliori e superiori a voi.

Vogliamo parlare della categoria delle finte professoresse e finti professori?

Tutti lì pronti, a migliaia, a dirti cosa e come fare.

I miei preferiti, sono quelli/e che ti fanno i pronostici.

Saranno mica dei veggenti?!

Ricordatevi sempre che, se sentono il bisogno di criticarvi e smontarvi, vuol dire che alla loro base manca qualcosa.

Ci fate mai caso che, spesso vengono a criticarvi, proprio perché in voi vedono un potenziale rivale?

Oppure, vedono semplicemente, quello che loro non potranno mai essere, chi per: mancanza di capacità o di caparbietà.

Accettate solo e sempre le critiche costruttive, quelle che vengono fatte con criterio e con garbo e non sentitevi mai arrivati perché ogni campo è sempre in continuo aggiornamento per cui oggi siamo color arcobaleno e domani siamo bianchi e neri.

Le cose statiche, incolori, monotone, uguali… lasciatele a chi non è stato dotato di creatività, passione e originalità!

Abbiate cura di non esistere ma di essere, sempre.

Se vuoi leggere il mio articolo sugli stereotipi d’immagine, clicca qui.



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